{"id":97,"date":"2012-10-30T15:59:46","date_gmt":"2012-10-30T14:59:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.waltereleuteri.it\/?page_id=97"},"modified":"2012-12-05T08:33:53","modified_gmt":"2012-12-05T07:33:53","slug":"critica","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.waltereleuteri.it\/?page_id=97","title":{"rendered":"Critica"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La pittura di Walter Eleuteri non si impone n\u00e9 vuole imporsi ricorrendo ad un linguaggio sofisticato ed introverso che sovente lascia il pubblico interdetto e, quel che pi\u00f9 conta, dubbioso se debba dare un giudizio schietto manifestando la propria opinabile incomprensione o se debba fingere un\u2019ammirazione intimamente insincera, ma che valga ad evitargli il rischio di passare per incompetente e non aggiornato su alcuni aspetti non conformisti e di spregiudicatissime contestazioni che vanno per la maggiore nell\u2019arte contemporanea. Le \u201cvedute\u201d colte da Eleuteri hanno il pregio dell\u2019immediatezza, dell\u2019impressione rapida ottenuta mediante \u201cmacchie di colore\u201d che sono vive e corpose, ma anche morbide, evitando cos\u00ec di appesantire i lineamenti e gli sfondi dei soggetti.<br \/>\nAnzi proprio in delicati e pur concreti sfondi primaverili o autunnali, ritroviamo la suggestione e l\u2019atmosfera inconfondibili di tante prime ore mattutine, la pateticit\u00e0 malinconica di campi o viottoli delimitati da filari di pioppi che fan fatica ad emergere da banchi bassi, grevi ed ovattati ovvero da lievissimi veli di nebbia qua e l\u00e0 come lacerati, su apparizioni di luci smorte dalle ramaglie dei bassi roveti o dei tralci delle vigne. Walter Eleuteri ama indugiare su questi aspetti e coglierne certe tinte pallide e sbiadite di fogliami, di prode, di praticelli; ama indugiarsi a rendere il fitto di cespugli e le rive di ruscelli ingombre di erbe che vi affondano dalle sponde. Sembra quasi che voglia trasmetterci quella sensazione, insieme molesta ed eccitante, che l\u2019umidit\u00e0 gli fa correre gi\u00f9 per le ossa. Delle case, cogli i toni ocra e bigi, ravvivati da rosse ruggine o da bruni, simili all\u2019accendersi di guance accaldate su visi d\u2019un pallore suscitatodal brivido portato da una folata di vento o dal freddo che annuncia i non lontani rigori invernali. In ci\u00f2 si concreta la \u201cpoetica\u201d pittorica dell\u2019artista che, tuttavia, non degenera in languori romantici che lo risospingano, magari senza che eli se ne accorga che se ne renda conto, in una deteriore espressione pittorica del passato o, peggio ancora, nel convenzionalismo vieto ed oleografico del tardo ottocento che svilisce alcuni validisimi valori di forme e di colori della prima met\u00e0 del secolo scorso. Una parola meritano anche i \u201cfiori\u201d di Eleuteri. Sono, essi, un soggetto assai pericoloso e spesso riescono antipatici ai visitatori di una galleria perch\u00e8 giudicati banali o superati ma il \u201cnostro\u201d riesce ad evitare il rischio di cadere nella mediocrit\u00e0 in virt\u00f9 di quella sincerit\u00e0 con cui sempre si avvicina al soggetto e lo contempla attentamente, ottenendo risultati efficaci nella morbidezza con cui rende singoli petali ed intere corolle e nella ponderata armonia dei colori felicemente accostati. Cos\u00ec come, nell\u2019avvizzito reclinare di steli, nell\u2019incipiente marcire e decomporsi del tutto in fiori ormai agonizzanti e fragilissimi, sa evitare il pericolo di aver scelto un soggetto che tanto, troppo spesso si ritorce contro il pittore per una somma di piccoli non nulla i quali, tutti insieme , trasformano un dipinto che sarebbe stato bello ed efficace in quanto di pi\u00f9 brutto, infelice ed insincero si possa immaginare e deplorare. N\u00e9 dobbiamo dimenticare un soggetto particolarmente caro all\u2019artista e ricorrente nella sua attivit\u00e0, cio\u00e8 i \u201c cavalli\u201d, colti in ardite impennate o in tumultuosi galoppi contr fondali di \u201cpaesi\u201d e di \u201cmarine\u201d o dominanti su fondi semplici che consentano di metterne in risalto la nobilt\u00e0 delle linee, dei corpi e del portamento, \u201cvisto\u201d sempre in funzione dell\u2019efficacia del moto.<br \/>\n<strong><em>Cesare Verani<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u201cgraffia\u201d la pittura di Eleuteri, non grida, non ti aggredisce: si fa soltanto guardare, studiare, comparare. Ma comparare a che cosa ? A chi ? Soltanto a se stessa. Perch\u00e9 la calligrafia pittorica di Eleuteri \u00e8 soltanto propria: sia come aspetto formale che come \u201cresa\u201d: usa infatti l\u2019acquerello, genere difficile, anzi difficilissimo, che respinge qualsiasi grossolanit\u00e0, qualsiasi manierismo: l\u2019acquerello non ammette finzioni, non furberie, non virtuosismi; esso sta alla riscontrabile genuinit\u00e0 del teatro di prosa e non alla scientifica finzione del cinema. L\u2019acquerello usato da Eleuteri non ritrae la parte esterna delle cose n\u00e9 aggroviglia con forzature cromatiche la forma di esse per farle sembrare \u201cdi pi\u00f9\u201d: gli acquerelli di Eleuteri riescono ad esercitare una funzione che potrebbe essere definita maieutica: tirar fuori l\u2019\u201dintimo\u201d da ogni cosa ritratta: sia essa fiore, rudere, campo o chiss\u00e0 cos\u2019altro. \u00c8 una caratteristica non da poco. Merito dell\u2019acquerello ? Non direi. Merito dell\u2019uso che Eleuteri sa fare dell\u2019acquerello: un uso, appunto, maieutico e che potenzia il reale non coartandolo \u201cin gi\u00f9\u201d n\u00e9 sublimandolo \u201cin su\u201d.<br \/>\n<strong><em>Aimone Filiberto Milli<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8230;\u00e8 un \u201cmaestro del disegno e del colore\u201d. La sua arte figurativa, classicheggiante con accenti impressionisti ed espressionisti, \u00e8 caratterizzata da una morbidezza cromatica, da una sintesi formale e da una luminosit\u00e0 mediterranea che penetra anche nei fitti boschi. L\u2019artista si ispira in prevalenza alla natura della quale coglie l\u2019essenziale visivo cromatico e formale evidenziando quella parte pi\u00f9 suggestiva che ha determinato in lui particolari stati d\u2019animo che trasfonde in preziose immagini pittorico-poetiche di immediata ed intensa espressione artistica e di grande valore estetico. Sono composizioni floreali, di paesaggi, di nature morte e di singolari cavalli a briglie sciolte simboleggianti la loro essenza nella libert\u00e0 dello spazio infinito. Eleuteri con grande maestria usa gli acquarelli su carta robusta, a volte utilizza le asperit\u00e0 per ottenere particolari effetti che conferscono alle immagini una corposit\u00e0 che assume anche forma significante determinando un delicato impressionismo. Possiamo affermare che Walter Eleuteri \u00e8 da considerare uno dei migliori acquerellisti contemporanei.<br \/>\n<strong><em>Franco Greco, <\/em><\/strong><em>\u201cIl Tempo\u201d 17 Giugno 2006<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Walter Eleuteri nella mostra personale in Ancona ha dimostrato al pubblico che l\u2019arte figurativa possiede ancora un certo respiro. Infatti nell\u2019elegante salone dell\u2019hotel \u201cPassetto\u201d c\u2019era aria di musicalit\u00e0 e di poesia: sensazioni emanate come un profumo dai suoi acquarelli\u2026il nostro \u201cpittore poeta\u201d nel cimento assiduo della ricerca di nuove espressioni pittoriche lavora con seriet\u00e0 e maestria i poetico acquerello per continuare a fa parte del mondo e dell\u2019arte al quale intende dare un maggior contributo.<br \/>\n<strong><em>A. De Gregori<\/em><\/strong><em>,\u201cil Resto del Carlino\u201d del 30 Agosto 1972<\/em>\u00a0<em>in occasione di una Personale al Passetto di Ancona<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Walter Eleuteri, che opera soprattutto a Rieti, presenta alcuni dipinti ad acquerello dedicati a fiori, paesaggi e marine. Il lento fluire delle sue tenui pennellate accentua la pacatezza dei suoi cieli e del calmo dilagare di luminose colline. Sono gemme rosate e verdine, sorrette dagli accenti dei rossi e dei bruni contorni, che danno vita a queste inquadrature che portano il suggello di un soffio di tepido vento e di un garbato lirismo.<br \/>\n<em>\u201cil Resto del Carlino\u201d del 4 Settembre 1971<\/em>\u00a0<em>in occasione di una Personale a Rimini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Freschezza di ispirazione, gentilezza di immagini, purezza di colori soffusi, delicatezza di trasparenze e dolcezza di linee: ecco l\u2019arte di Walter Eleuteri, arte che non si impelaga in problematiche pi\u00f9 o meni incomprensibili. Sono sensazioni chiare, serene, limpide quelle che l\u2019autore \u201cnaturalmente\u201d coglie e ci fa sentire nei suoi paesaggi in una atmosfera calma e palpitante di vita.<br \/>\n<strong><em>A.F. Milli<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8230;abbiamo contemplato, \u00e8 la parola esatta, gli estatici incanti in cui il pittore si \u00e8 soffermato e ci ha costretto a meditare. Ogni particolare ci ha richimato pi\u00f9 volte ed ogni volta lo stupore cresceva. \u00c8 come sentirsi ammaliati. Cosa c\u2019\u00e8 in questi quadri, ci vien voglia di domandarci, se son capaci di calamitare la nostra attenzione e, se, dopo che li hai visti la prima volta hai voglia di tornare a vedere, a fermarti a richiamare amici perch+ possano anch\u2019essi gustare, dopo aver visto e confermare il giudizio che si \u00e8 formato nella nostra mente? Passano davanti al visitatore paesaggi ignoti e ti sembrano i tuoi paesaggi; non quello che hai visti anche quelli, ma quelli che hai sognati, quelli che ti richiamano alla soave innocenza della tua fanciullezza: un bosco al tramonto\u2026dove lo hai visto ? eppure \u00e8 l\u00ec, fisso nella tua memoria, ricco di suggestivi richiami e quei fiori \u2026gli anemoni\u2026i fiori di Walter, sperduti in uno sfondo inesistente ma vivo\u2026irreale, ma vero\u2026E i cavalli\u2026quel cavallo scalitante in mezzo ad un nugolo di cavalli che vanno contro la sua direzione\u2026il pensiero dell\u2019uomo in lotta col destino, voglioso di vittorie, continuamente teso verso una meta\u2026Anche i cavalli a riposo direi\u2026i loro occhi sembrano riandare, anch\u2019essi alle tante battaglie vinte, alla vita vissuta, viva ancora nelle narici ancora fumanti\u2026Il tutto espresso con colori tenui, di sogno. Nessun contrasto che offenda la vista, nessun abuso: tutto \u00e8 semplice e tutto sembra composito in un\u2019armonia vissuta e sofferta, frutto di un\u2019esperienza interiore, maturata nella meditazione pensosa e scritta.<br \/>\n<strong><em>Giovanni Olivieri<\/em>,\u00a0<\/strong><em>\u201cIl Messaggero\u201d del 1 Agosto 1973<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Walter Eleuteri \u00e8 soprattutto poeta della natua e attraverso la comunicabilit\u00e0 del suo linguaggio pittorico e attraverso la genialit\u00e0 del colore, sa trasmeterci suggestioni impercettibili, voci recondite, colori singolari. Eleuteri interpreta e ritrae la natura con immediatezza e verit\u00e0, perch\u00e9 la ama sinceramente, sa porsi in sintonia con essa, ne sa evocare i fremiti di luce, il palpito dei colori, le sollecitazioni di malinconie.<br \/>\n<strong><em>N. Venanzi<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La pittura di Walter Eleuteri non si impone n\u00e9 vuole imporsi ricorrendo ad un linguaggio sofisticato ed introverso che sovente lascia il pubblico interdetto e, quel che pi\u00f9 conta, dubbioso se debba dare un giudizio schietto manifestando la propria opinabile incomprensione o se debba fingere un\u2019ammirazione intimamente insincera, ma che valga ad evitargli il rischio [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"footnotes":""},"class_list":["post-97","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.waltereleuteri.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/97","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.waltereleuteri.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.waltereleuteri.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.waltereleuteri.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.waltereleuteri.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=97"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.waltereleuteri.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/97\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":400,"href":"https:\/\/www.waltereleuteri.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/97\/revisions\/400"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.waltereleuteri.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=97"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}